Gangstar Vegas – Recensione

"in offerta a cinque e novantanove al chilo signora!"

Qualcuno si ricorda di This is Vegas? Un gioco sviluppato da Surreal Software sotto etichetta Midway, che sarebbe dovuto uscire alla fine del 2008, ma dopo svariati video di gameplay (che mostravano un gioco abbastanza completo a dire il vero) venne cancellato. Peccato, perché a me il settings di Las Vegas è sempre piaciuto (da vari film, al telefilm trasmesso a metà anni 2000 dalla NBC).

Nel 2004, arrivò Rockstar con GTA San Andreas, che ripropose la città e i suoi peccati ambientati nei primi anni '90, ma dopo quello, il nulla. Oggi, a quasi 10 anni dall'ultima volta che abbiamo visto la città che non dorme mai in un videogioco, ci pensa Gameloft a farci tornare tra i mille colori e le luci di vegas, con questo ennesimo episodio della serie Gangastar. (uscito il 7 giugno su iOS e Android al prezzo di 5,99€)

Per essere un GTA-clone non è malvagio, si lascia tranquillamente giocare, ma soffre di una leggerissima sindrome da pay to win. Ma ne parlerò nello specifico tra poco, adesso direi di cominciare dal principio.

Il gioco, ahimè, ha una trama abbastanza scontata e anonima, e inizia con un tizio di nome Jason che di professione fa il pugile. Durante un incontro truccato, doveva andare al tappeto e invece ci tira un cartone all'avversario tanto da tramortirlo. Ovviamente il tizio che aveva truccato l'incontro non poteva che essere uno dei più potenti boss della città, che pensa bene di fare (giustamente) le scarpe al nostro protagonista.

Non mi dilungo più di tanto sulla, uh, corposa e intesa trama, ma mi concentrerei subito su quelle che sono le magagne del gioco. E che io personalmente le trovo Terrribili.

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I peggiori episodi di Star Trek the Next Generation – una Top5 e mezzo

Picard: “Tsk. Gliene ho dette quattro a quei poveri stolti di sceneggiatori. Sono stanco di recitare come un perfetto idiota.”

Star Trek: Into Darkness è uscito anche in italia da qualche giorno, e per l’occasione, Discovery Science ha dedicato uno speciale dal titolo Fan Trek (in originale Trek Nation, uscito nel 2010), un documentario nel quale il figlio di Gene Roddenberry , Rod, andava dagli autori/attori/collaboratori per chiedere che tipo fosse suo padre e che impatto ebbe sulla vita delle persone.

Parlano di come la serie originale, in realtà trattasse temi attuali di quei tempi (guerre, discriminazioni razziali), inseriti nel contesto fantascientifico, di come quei messaggi velati abbiano influito sul modo di pensare dello spettatore comune.

Guardandola oggi, la TOS (la serie originale), fa sorridere. La scienza di suo ha fatto passi enormi dagli anni ’70,  così come alcune tecnologie immaginate all’ora oggi appaiono attualissime e fanno parte della nostra vita di tutti i giorni. I temi trattati non sono per nulla attuali, scadendo a volte nel banale, la recitazione è troppo statica e a volte saltano fuori delle conversazioni che portano lo spettatore alla noia.

Ma oh, è sempre roba anni ’60, e ha tutto il mio rispetto, guardandola con gli occhi di un 25enne di allora, sarebbe davvero stupenda.

Ma arriviamo al punto: ovvero quello che è riportato nel titolo. Cosa centra tutto il pippone precedente con TNG (The Next Generation)? Tutto e niente.

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Star Wars Jedi Academy : Le anteprime, le review cartacee, il source code. Tutto dopo la chiusura di Lucasarts.

Ha fatto clamore la notizia apparsa praticamente ovunque in questi giorni, circa la chiusura di una storica software house: Lucasarts. Ha sfornato negli anni 90 avventure grafiche che oggi sono semplicemente dei masterpiece, stupende e indimenticabili. E’ anche vero che la Lucasarts di quell’epoca e morta più o meno a inizio millennio, e da allora ha rilasciato giochi abbastanza penosi (Star Wars Kinect, mamma mia.) e ha collaborato con altre società di sviluppo, per fare uscire giochi per i suoi brand più famosi.

Dalla saga Kotor sviluppata da Bioware/Obsidian, alla saga Jedi Knight di Raven, a L’impero in Guerra, ottimo RTS che ho letteralmente adorato. Ed è proprio dopo l’annuncio della chiusura di Lucasarts che Raven Software rilascia il codice sorgente per i suoi due giochi più famosi: Jedi Outcast e Jedi Academy.

Adoro Jedi Academy (anche se ammetto è il meno riuscito), tanto che hosto da qualche anno la traduzione italiana per la versione PC, e la resolution mod per adattare il gioco agli schermi attuali. (niente commenti per le due pagine in html del paleolitico please. Le ho fatte in 1 minuto e non le ho più toccate)

pubblicità

La pubblicità apparsa sulle riviste cartacee. “Facciamo vedere qualche cosa del gameplay per la pubblicità?” “no no. Sbattici il logo su una foto di rocce e mettici i loghi.”

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Mass Effect: Anteprima e pubblicità su GMC – Stranezze

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Apparsa su GMC di natale 2007 – Publicizzava la versione Xbox, Garrus ha la tuta standard ma è arancione in faccia. L’altra dovrebbe essere Ashley, ma le fattezze del viso non sono le stesse viste nel gioco. Misteri.

Come me ne sono uscito con un post su di una anteprima + pubblicità del primo mass effect? Easy, perché ho notato delle stranezze. Cose strane come potete vedere dalla descrizione della pubblicità sopra o come per l’immagine qua sotto.

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Questa anteprima è uscita poco dopo l’annuncio su Xbox360, non si sapeva ancora niente di specifico riguardo al gioco, e molti (compreso me) hanno pensato/sperato fosse il seguito spirituale di KOTOR. Inutile dire che non è stato così, anzi è stato molto meglio.

Analizziamo i punti che ho messo:

1) L’astronave delle avventure di Shepard, non è in realtà sua, il primo comandante è David Anderson che subito dopo la prima missione lascerà la nave a Shepard che nel frattempo è diventato uno Spettro del consiglio.

I membri dell’equipaggio, a parte Kaidan e Ashley, andranno reclutati e non sono quindi presenti all’inizio dell’avventura. Per le missioni se ne potranno portare soltanto due, non tre come scritto. Tre sono i membri totali del party.

SS Normandy non esiste, SSV Normandy si.  La sigla sta per Systems Alliance Space Vehicle Normandy.

2) Gli umani non saranno la specie dominante in Mass Effect. “Per fortuna” aggiungerei. Anzi dominano praticamente niente, sono considerati belligeranti e assetati di potere.

3) Scena sinceramente mai vista, appartenente probabilmente a qualche screen di preview. Notiamo che in tutti gli screenshot, Shepard non ha il viso standard di Mark Meer , e non viene accennato il fatto che è possibile interpretare un personaggio femmina.

Tomb Raider – Il ritorno di Lara, stavolta con il 60% di tette in meno.

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Lara è tornata, più normale che mai. Niente tette grosse stavolta, promesso.

Come sempre lascio passare un paio di giorni per poter dire a mente fredda se qualcosa merita oppure se è stata solo l’euforia del momento. L’ho fatto anche con questo “ennesimo” capitolo di Tomb Raider. Ennesimo solo per via del titolo o del nome della protagonista, ma si potrebbe  benissimo chiamare in qualunque altro modo, visto che è un reboot totale, è sbatte in faccia al giocatore una nuova e moooolto più naturale Lara.

Perché dico così? La vecchia Lara era un esperimento interessante nel 1996, dove proporre una protagonista femminile in un videogioco voleva dire farsi bullare da tutti gli altri sviluppatori. Il problema è che a me non piaceva. Non perché non fosse bella (se per bello intendiamo 4 poligoni facciali in croce), ma per il fatto che portasse una taglia così prosperosa da sembrare innaturale. Recentemente ho letto il motivo di questo “aumento” e non mi è piaciuto per niente. (qui su M.it, una monografia della Croft ben scritta) Che senso aveva? Far comprare il gioco ad un branco di dodicenni in piena tempesta adolescenziale? Ci sono riusciti (almeno per quanto mi riguarda).

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